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	<title>Turismo in Toscana</title>
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	<description>Sito di promozione turistica e culturale della regione Toscana</description>
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		<title>Wine Food Shire: Vino, cibo e arte in Maremma</title>
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		<pubDate>Thu, 16 May 2013 22:57:42 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione GrantourItalia</dc:creator>
				<category><![CDATA[Notizie ed Eventi]]></category>
		<category><![CDATA[Grosseto]]></category>

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		<description><![CDATA[Dal 17 al 19 maggio si svolge &#8220;Maremma Wine Food Shire&#8221;, una &#8220;tre giorni&#8221; all&#8217;insegna dei vini, delle eccellenze agroalimentari e dell&#8217;artigianato della Maremma. Tante le iniziative dell&#8217;edizione 2013 di &#8220;Maremma Wine Food Shire&#8221;, il salone dei vini e delle eccellenze agroalimentari della Maremma. La rassegna si svolgerà nel suggestivo e splendido borgo di Grosseto. [...]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<h4>Dal 17 al 19 maggio si svolge &#8220;Maremma Wine Food Shire&#8221;, una &#8220;tre giorni&#8221; all&#8217;insegna dei vini, delle eccellenze agroalimentari e dell&#8217;artigianato della Maremma.</h4>
<p><img src="http://www.turismo-toscana.biz/wp-content/uploads/mwfs2013_locandina.jpg" alt="Wine Food Shire" width="350" height="349" class="alignleft size-full wp-image-1227" />Tante le iniziative dell&#8217;edizione 2013 di &#8220;Maremma Wine Food Shire&#8221;, il salone dei vini e delle eccellenze agroalimentari della Maremma. La rassegna si svolgerà nel suggestivo e splendido borgo di <a href="http://www.turismo-toscana.biz/tag/grosseto" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Post taggati con Grosseto">Grosseto</a>. Dalla scenografica piazza Dante a piazza Duomo, per ritrovarsi infine nella piazza San Francesco; una terra da scoprire e degustare attraverso &#8220;Wine tastino&#8221; e &#8220;classi del gusto&#8221;, &#8220;Merende sul prato&#8221; e &#8220;Cene dal casolare&#8221;. </p>
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<p>Una Maremma da assaporare anche dopo lo shopping alla &#8220;bottega maremmana&#8221;. Vino e cibo, rigorosamente della maremma, rappresentati esclusivamente dalle aziende del luogo. </p>
<p>L&#8217;evento &#8220;Maremma Wine Food Shire&#8221; non richiama solo vino e gastronomia ma è anche l&#8217;occasione per creare sinergie tra operatori turistici, sviluppando rapporti e mercati per diffondere e promuovere il territorio maremmano.</p>
<p><a href="http://maremmawineshire.it/images/mwfs2013_programma_corretto.pdf" rel="nofollow" target="_new">Programma dell&#8217;evento</p>

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		<title>Trekking sulle mulattiere dell&#8217;isola d&#8217;Elba</title>
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		<pubDate>Sat, 20 Apr 2013 10:28:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione GrantourItalia</dc:creator>
				<category><![CDATA[Parchi Nazionali]]></category>
		<category><![CDATA[isola d'Elba]]></category>

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		<description><![CDATA[Una bella passeggiata lungo le mulattiere dell&#8217;isola d&#8217;Elba, alla scoperta della natura e della storia millenaria di questa bellissima isola. Secondo una guida della fine dell&#8217;ottocento, il panorama che si gode da monte Giove, vetta occidentale dell&#8217;isola d&#8217;Elba, é uno dei migliori al mondo, &#8220;composto dell&#8217;Arcipelago toscano che le si aggruppa in giro in magniﬁco [...]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<h4>Una bella passeggiata lungo le mulattiere dell&#8217;isola d&#8217;Elba, alla scoperta della natura e della storia millenaria di questa bellissima isola.</h4>
<p><img src="http://www.turismo-toscana.biz/wp-content/uploads/trekking-isola-delba.jpg" alt="isola d&#039;elba" width="350" height="373" class="alignleft size-full wp-image-1212" />Secondo una guida della fine dell&#8217;ottocento, il panorama che si gode da monte Giove, vetta occidentale dell&#8217;isola d&#8217;Elba, é uno dei migliori al mondo, &#8220;composto dell&#8217;Arcipelago toscano che le si aggruppa in giro in magniﬁco circuito&#8221;. Di questa vetta prevalentemente granitica si può compiere il periplo lungo la mulattiera che ﬁno a un secolo fa era il solo accesso ai villaggi costieri.</p>
<p>Dopo una visita al centro informazioni del parco nazionale dell&#8217;arcipelago toscano, posto sotto la Fortezza medievale di Marciana, si pub imboccare, discendendo per poche decine di metri, l&#8217;itinerario. Si tratta dei percorso storico per la Madonna del monte. La mulattiera taglia d&#8217;infilata la costa del monte fra enormi piante di castagno. Le edicole sacre rievocano la salita di Cristo ai Calvario. Man mano che si sale si incrociano altri percorsi segnalati, fra cui il 10 dal quale si farà ritorno.</p>
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<p><b>La villa di Napoleone</b>. La chiesa della Madonna del monte si trova a 627 metri d&#8217;altitudine, a ﬁanco della dimora che fu saltuariamente abitata da Napoleone Bonaparte durante la sua permanenza sull&#8217;isola, fra il 4 maggio 1814 e il 26 febbraio 1815. Si dice che qui ricevette la furtiva visita dell&#8217;amante polacca Maria Walevska. L&#8217;ediﬁcio sorge sul luogo di un eremo, uno dei molti diffusi agli albori della cristianità sulle isole toscane. La chiesa conserva ex voto di espressione popolare ed é preceduta da una esedra da cui sgorgano getti d&#8217;acqua.</p>
<p><b>Alle pendici del monte Giove</b>. Continuando sui sentiero, a poca distanza, si arriva al masso detto dell&#8217;Aquila, anch&#8217;esso legato a rimembranze napoleoniche. Sul Tirreno si possono distinguere, nelle belle giornate, Capraia, Gorgona e la non lontana Corsica. Quindi si torna sul sentiero numero 3, che ora si affaccia sui braccio di mare compreso fra capo Sant&#8217;Andrea e punta Polveraia. La mulattiera, ampia e ben disegnata, procede a una quota costante. Quando arriva al culmine di Serraventosa i radi arbusti mediterranei a basso fusto lasciano il passo a un vero e proprio bosco. Sono soprattutto lecci e ontani, ma anche corbezzoli. Il quadro vegetale rafﬁgura scenari fantastici con l&#8217;intreccio dei rami, il proliferare dei muschi e dei rampicanti, lo sgocciolare di un ruscello.<br />
Quasi senza sforzo si guadagna quota sulle lastre di granito della mulattiera e si conquista la sommità detta il Troppolo, su uno dei contrafforti che sostengono l&#8217;aspra cresta dei monte Giove. Pian piano dinanzi agli occhi appare la parte sudoccidentale della linea di costa.</p>
<p><b>Tafoni e muﬂoni</b>. Ora il percorso, che rispetta sempre il segnavia 3 (in questo tratto sovrapposto al segnavia Gte, che indica la Grande traversata elbana), si propone lungo il ﬁanco alto dei valloni che scendono a mare in direzione di Chiessi. Superata la boscaglia torna a proliferare la macchia, ma la sua mo-desta altezza lascia in vista enormi massi granitici, sorta di magiche figure di pietra che alimentano leggende. Le piogge e il vento li hanno lavorati ﬁno a forarli: sono i cosiddetti tafoni, le cavità dove si poteva trovare rifugio o depositare gli attrezzi agricoli. Oggi sono spesso utilizzate dai muﬂoni come tane. Al botanico esperto non saranno sfuggite l&#8217;endemica viola dell&#8217;Elba (Viola corsica ilvensis) o uno strano salice dal portamento cespuglioso: il salice atro-cinereo (Salix atro-cinerea).<br />
Dopo buon tratto si raggiunge il bivio di sentieri in località la Terra: qui si lascia il sentiero numero 3 e si inforca, verso monte, quello numero 10. Sara un tratto di dura ascesa, privo d&#8217;ombra, ma che farà: accedere al più: alto crinale dell&#8217;sola, sul pianoro della Tavola, a non grande distanza dal monte Capanne, di cui già da qui si scorgono le stonate antenne. Al bordo del sentiero i rami spinosi della prunella possono attentare all&#8217;integrità delle caviglie; sempre più numerose si notano le tracce del muﬂone, presenza abituale di questi luoghi.</p>
<p><b>II passaggio delle Zete</b>. Al culmine della Tavola si stacca, verso destra, il sentiero di cresta 00 diretto al monte Capanne. La veduta é impagabile su entrambi i versanti dell&#8217;isola. Dinanzi a noi si scorge di nuovo Marciana, ma molto in basso, e si può computare il tempo necessario per raggiungerla.<br />
Si riprende la via che si svolge fra stretti tornanti, detti localmente le Zete. Poi il sentiero, sempre ben battuto, si avvicina al crinale che lega il monte di Cote con il monte Giove e giunge in prossimità della Stretta, dove si erge un&#8217;impressionante piramide di granito. Ripresa la discesa sul versante di Marciana, si abbandona subito dopo il tracciato della Gte, e si prosegue sui sentiero n. 10. Costeggiando le propaggini orientali di monte Giove, fra alti pini, si fa inﬁne ritorno a Marciana.</p>

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		<title>Isola d&#8217;Elba: un gioiello da scoprire</title>
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		<pubDate>Wed, 10 Apr 2013 13:33:05 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione GrantourItalia</dc:creator>
				<category><![CDATA[Conoscere la Toscana]]></category>
		<category><![CDATA[isola d'Elba]]></category>

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		<description><![CDATA[Grazie ai suoi 224 kmq di estensione, l&#8217;Isola d&#8217;Elba è la più grande delle isole dell&#8217;Arcipelago Toscano e la terza per dimensioni d&#8217;Italia. Sebbene le sue coste si estendano per &#8220;appena&#8221; 147 chilometri, l&#8217;Elba è caratterizzata da un clima mite e piacevole e da una grande varietà di paesaggi che spaziano, con grande soluzione di [...]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<h4>Grazie ai suoi 224 kmq di estensione, l&#8217;<strong>Isola d&#8217;Elba</strong> è la più grande delle isole dell&#8217;Arcipelago Toscano e la terza per dimensioni d&#8217;Italia.</h4>
<p><img src="http://www.turismo-toscana.biz/wp-content/uploads/Elba_Enfola.jpg" alt="Vacanze all'Isola d&#039;Elba" width="608" height="309" class="aligncenter size-full wp-image-1205" /></p>
<p>Sebbene le sue coste si estendano per &#8220;appena&#8221; 147 chilometri, l&#8217;Elba è caratterizzata da un clima mite e piacevole e da una grande varietà di paesaggi che spaziano, con grande soluzione di continuità, dalle spiagge sabbiose alle rocce scoscese, dai piccoli borghi marinari ai paesini arroccati in montagna, dalle valli verdeggianti ai golfi silenziosi. </p>
<p>La straordinaria ricchezza naturalistica, unita all&#8217;altrettanto ricco patrimonio artistico, ha permesso all&#8217;Elba di diventare una delle mete più gettonate d&#8217;Italia; questo ha a sua volta portato ad un notevole sviluppo del comparto turistico, con il miglioramento delle vie di comunicazione e la creazione di servizi e di strutture ricettive di qualità, tra le quali segnaliamo gli <a href="http://www.expedia.it/Elba-Hotel.d1090.Guida-Viaggi-Hotel" title="hotel Isola d’Elba 4 stelle" target="_blank">hotel Isola d&#8217;Elba 4 stelle</a>.</p>
<p><strong>Visitare l&#8217;Isola d&#8217;Elba: il territorio</strong></p>
<p>Se desiderate conoscere il territorio elbano, il vostro tour può avere inizio dal comune più importante dell&#8217;isola, ovvero Portoferraio, un magnifico borgo circondato da mura la cui costruzione risale al 1500. Qui da non perdere sono certamente il famoso Forte Stella, una fortezza sovrastata da un faro, ma anche la bella chiesa della Misericordia, e il Museo Civico archeologico della Linguella. </p>
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<p>Altra attrazione importante di Portoferraio è la Villa dei Mulini, vale a dire un&#8217;ex-residenza dell&#8217;Imperatore che ancora oggi conserva al suo interno una stupenda biblioteca oltre a tutti gli arredi originali. Proseguendo il vostro cammino in direzione Marciana, ci si imbatte nelle belle spiagge delle Ghiaie e nella stupenda spiaggia della Biodola, molto amata e frequentata da tutti i turisti che visitano l&#8217;Elba. Nei dintorni è possibile visitare anche il famoso scoglio di Paolina dove, secondo la leggenda, la principessa era solita prendere il sole lontano da sguardi indiscreti.<br />
Il comune di Marciana Marina si presenta come un antico borgo in riva al mare, mentre il comune di Marciana ha più l&#8217;aspetto di un villaggio medioevale; qui da visitare sono la Chiesa di Santa Caterina, la <strong>Fortezza Pisana e l&#8217;Antica residenza degli Appiani</strong>. Riprendendo il cammino verso il Monte Capanne, si incontrano due dei luoghi più celebri di tutta l&#8217;Elba, vale a dire Capo Sant&#8217;Andrea e Poggio, negli anni Settanta mete del jet-set internazionale.<br />
Nella parte meridionale dell&#8217;Elba si trovano invece le sue spiagge più belle e tra queste vi suggeriamo di fermarvi a prendere il sole specialmente a Fetovaia, una cittadina molto mondana e chic. Spostandosi sulla costa orientale, l&#8217;attrazione principale è Porto Azzurro, meta di vip e vero cuore della mondanità all&#8217;Elba; prima di giungere qui vi suggeriamo di fare tappa anche al Parco Minerario, nominato dall&#8217;UNESCO patrimonio geologico, e al Castello del Volterraio. </p>
<p><strong>Elba: folklore e buona cucina</strong></p>
<p>Molte sono le leggende e i miti che circondano il territorio elbano; alcune di queste sono piuttosto antiche e si richiamano a tempi remoti e a personaggi il cui nome è riuscito a resistere all&#8217;avanzare della storia. Tra le leggende più note che riguardano l&#8217;Elba, come non citare quella degli Argonauti che nel terzo secolo approdarono su queste spiagge, o quella dell&#8217;innamorata, un mito di origini popolari che racconta la tragica fine di due amanti.<br />
Per quanto concerne la cucina, quella elbana può essere definita come povera, semplice ma piena di sapore. Gustando i piatti elbani si riescono a cogliere immediatamente le diverse influenze culinarie straniere che hanno contribuito ad arricchire il patrimonio gastronomico locale. In linea di massima la cucina delle zone montane e collinari si basa prevalentemente su <a href="http://www.turismo-toscana.biz/tag/dolci" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Post taggati con dolci">dolci</a> e pane, mentre nelle località costiere il vero protagonista della tavola è ovviamente il pesce.<br />
I menù elbani sono generalmente molto ricchi ed è possibile trovarvi praticamente di tutto; zuppe, fritti, focacce, primi a base di pesce, contorni di verdure e ovviamente i dolci, tra i quali dovete assaggiate la schiaccia braca che deriva dalla cucina orientale come dimostrato dagli ingredienti, pinoli e uvetta di Smirne. Ottimo anche il vino locale; come non gustarsi un buon calice di Procanico, Sangioveto o Elba bianco? Tra gli altri prodotti legati al territorio, ricordiamo l&#8217;olio, particolarmente buono nella zona di Portoferraio, e i legumi, molto utilizzati nella cucina locale.</p>

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		<title>Museo Etrusco Guarnacci di Volterra: il museo della civiltà etrusca</title>
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		<pubDate>Wed, 03 Apr 2013 12:29:58 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione GrantourItalia</dc:creator>
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		<category><![CDATA[volterra]]></category>

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		<description><![CDATA[Il Museo Etrusco Guarnacci di Volterra è uno dei primi musei archeologici italiani, nato verso la metà del &#8217;700 grazie alla donazione dell&#8217;erudito Mario Guarnacci. Il Museo Etrusco Guarnacci si è arricchito, nel corso di oltre due secoli, con nuovi reperti provenienti da tutto il territorio. Una buona parte dell&#8217;esposizione è dedicata alle urne cinerarie [...]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<h4>Il <strong>Museo Etrusco Guarnacci</strong> di <a href="http://www.turismo-toscana.biz/tag/volterra" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Post taggati con volterra">Volterra</a> è uno dei primi musei archeologici italiani, nato verso la metà del &#8217;700 grazie alla donazione dell&#8217;erudito <strong>Mario Guarnacci</strong>.</h4>
<p><img src="http://www.turismo-toscana.biz/wp-content/uploads/Museo_guarnacci.jpg" alt="Museo Etrusco Guarnacci" width="350" height="263" class="alignleft size-full wp-image-1196" />Il Museo Etrusco Guarnacci si è arricchito, nel corso di oltre due secoli, con nuovi reperti provenienti da tutto il territorio. Una buona parte dell&#8217;esposizione è dedicata alle urne cinerarie in alabastro, tufo e terracotta prodotte a Volterra tra il IV e il I secolo a.C.<br />
La visita al <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Museo_etrusco_Guarnacci" title="Museo Etrusco" target="_blank">museo etrusco</a> inizia al piano terra con il periodo protostorico e villanoviano fino al secondo piano, dove troviamo, tra le tredici sale presenti, l&#8217;interno di una bottega artigiana per la produzione di urne con strumenti per la lavorazione dei materiali molto simili a quelli di oggi. </p>
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<p>Il percorso all&#8217;interno del Museo Etrusco Guarnacci continua per trentasette sale, suddivisi su tre piani e un giardino; qui sono esposti i materiali ellenistici, del IV e del I secolo a.C., i corredi tombali, le urente cinerarie, le ceramiche e la produzione bronzistica composta da sculture votive, vasellame e monete.</p>
<p>Uno dei bassorilievi più straordinari è l&#8217;<strong>Urna degli sposi</strong>: due anziani coniugi, con i volti molto caratterizzati, modellati in terracotta. Un altro monumento simbolo del Museo Etrusco di Volterra è la statuetta del giovinetto nudo, nota come <strong>Ombra della sera</strong>: la sua grandissima fama è dovuta alla forma allungata di questo bronzo votivo che evoca l&#8217;ombra proiettata sul terreno dalla figura umana alla luce del tramonto e che trova singolari assonanze con opere e sculture contemporanee. Questa sua &#8220;modernità&#8221; fa della figura un capolavoro della scultura etrusca.</p>
<p><strong>Come arrivare al Museo Etrusco Guarnacci di Volterra</strong></p>
<p><strong>Auto</strong>: con la SS68 Volterrana, da Cécina, da Colle Val d&#8217;Elsa o da Pontedera.<br />
<strong>Treno</strong>: la stazione di saline di Volterra è collegata unicamente a Cécina con scarsa frequenza; consigliamo la stazione di Cécina e Pontedera.<br />
<strong>Pulman</strong>: il territorio è collegato abbastanza bene con gli autobus.<br />
<strong>Aereo</strong>: gli aeroporti più vicini sono quelli di Pisa, <a href="http://www.turismo-toscana.biz/tag/firenze" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Post taggati con firenze">Firenze</a> e <a href="http://www.turismo-toscana.biz/tag/grosseto" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Post taggati con Grosseto">Grosseto</a>.</p>

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		<title>Palio dei somari &#8211; Torritta di Siena</title>
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		<pubDate>Mon, 11 Mar 2013 11:09:58 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione GrantourItalia</dc:creator>
				<category><![CDATA[Sagre]]></category>
		<category><![CDATA[palio]]></category>
		<category><![CDATA[siena]]></category>
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		<description><![CDATA[Il palio dei somari è una divertente rivisitazione del palio di Siena. I protagonisti di questa goliardica manifestazione sono i somari; con la loro cocciutaggine ci regalano una divertente e imprevedibile festa. Il palio dei somari si svolge ogni anno a Torrita di Siena in occasione della Sagra di San Giuseppe. Durante i giorni della [...]]]></description>
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<p>Il <strong><a href="http://www.turismo-toscana.biz/tag/palio" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Post taggati con palio">palio</a> dei somari</strong> è una divertente rivisitazione del <strong>palio di <a href="http://www.turismo-toscana.biz/tag/siena" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Post taggati con siena">Siena</a></strong>. I protagonisti di questa goliardica manifestazione sono i somari; con la loro cocciutaggine ci regalano una divertente e imprevedibile festa. Il palio dei somari si svolge ogni anno a <strong>Torrita di Siena</strong> in occasione della <strong>Sagra di San Giuseppe</strong>. Durante i giorni della manifestazione è possibile gustare piatti tipici nelle particolari &#8220;taverne&#8221;, guardare spettacoli di artisti in stile medioevale, vedere all&#8217;opera gli sbandieratori e tamburini del luogo. La manifestazione è prevista dal 16 al 24 marzo 2013. In caso di pioggia il Palio sarà disputato lunedì 1 Aprile.</p>
<p>Info su www.paliodeisomari.it</p>

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		<title>Vini senesi</title>
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		<pubDate>Wed, 20 Feb 2013 17:35:09 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione GrantourItalia</dc:creator>
				<category><![CDATA[Prodotti Tipici]]></category>
		<category><![CDATA[siena]]></category>

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		<description><![CDATA[I vini senesi sono prodotti in tutta la provincia di Siena, tra questi troviamo il Chianti (Chianti classico, Chianti Colli Senesi, Chianti Superiore), il Vino Nobile di Montepulciano, il Brunello di Montalcino e la Vernaccia di San Gimignano. Il Chianti Classico viene prodotto sulle alture di Firenze e Siena da uve Sangiovese, Canaiolo, Trebbiano e [...]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://www.turismo-toscana.biz/wp-content/uploads/brunello-di-montalcino.jpg" alt="Brunello di Montalcino" width="300" height="403" class="alignleft size-full wp-image-1173" />I <b>vini senesi</b> sono prodotti in tutta la provincia di <a href="http://www.turismo-toscana.biz/tag/siena" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Post taggati con siena">Siena</a>, tra questi troviamo il <b>Chianti</b> (<b>Chianti classico, Chianti Colli Senesi, Chianti Superiore</b>), il <b>Vino Nobile di Montepulciano</b>, il <b>Brunello di Montalcino</b> e la <b>Vernaccia di San Gimignano</b>.</p>
<p>Il <b>Chianti Classico</b> viene prodotto sulle alture di <a href="http://www.turismo-toscana.biz/tag/firenze" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Post taggati con firenze">Firenze</a> e Siena da uve Sangiovese, Canaiolo, Trebbiano e Malvasia bianca, con l&#8217;aggiunta di Mammolo, Colorino, e uva passa. Il novello accompagna di solito tutti i piatti della cucina classica toscana mentre quello invecchiato è più adatto a piatti di carne e a formaggi maturi dal sapore molto forte. Il <b>Colli Senesi</b> è prodotto al di fuori delle zone del Chianti Classico, ha una gradazione alcolica molto inferiore e di solito non è molto invecchiato, perfetto per accompagnare i crostini alla senese, la ribollita, le pappardelle al sugo di coniglio, gli spiedini di lombo e il pecorino di Asciano.</p>
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<p>Il <b>Vino Nobile di Montepulciano</b> è prodotto da uve &#8220;Prugnolo gentile&#8221;, Canaiolo, Chianti Malvasia e Trebbiano Toscano, quasi sempre è invecchiato per almeno due anni, ma può tollerare senza problemi anche tempi molto più lunghi. E&#8217; un vino ideale per gli arrosti, si unisce bene a carni bianche, selvaggina, pollame e fagiano.</p>
<p>Il <b>Brunello di Montalcino</b> è prodotto usando solo ed esclusivamente uve Sangiovese. Viene chiamato &#8220;Brunello&#8221; per il loro colore rosso scuro, è un vino di altissima qualità e sopporta lunghi tempi di invecchiamento, anche 50 anni e costi non proprio bassi. E&#8217; ideale per accompagnare arrosti di selvaggina.</p>
<p>La <b>Vernaccia Bianca</b>, prodotto nelle zone di San Gimignano, è uno dei pochi vini bianchi che riesce a resistere all&#8217;invecchiamento, ad ogni modo non deve superare i 5 anni. E&#8217; un vino straordinario per accompagnare antipasti freddi, primi piatti, con sughi molto leggeri, e piatti di pesce, in particolare quelli al forno. Quello invecchiato è ideale per accompagnare molluschi e crostacei.</p>

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		<title>I cantucci di Prato</title>
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		<pubDate>Sat, 09 Feb 2013 12:10:41 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione GrantourItalia</dc:creator>
				<category><![CDATA[Cucina Regionale]]></category>
		<category><![CDATA[biscotti]]></category>
		<category><![CDATA[dolci]]></category>

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		<description><![CDATA[Tutti conoscono i cantucci (o cantuccini), dolci tipici toscani, in particolare di Prato. Questi biscotti secchi alle mandorle, dalla forma allungata che deriva da un taglio diagonale di un &#8220;biscottone&#8221; più grosso, sono menzionati dal 1691 nel dizionario dell&#8217;Accademia della Crusca con questa definizione: &#8220;biscotto a fette, di fior di farina, con zucchero e chiara [...]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://www.turismo-toscana.biz/wp-content/uploads/cantucci.jpg" alt="" title="cantucci" width="350" height="242" class="alignleft size-full wp-image-1167" />Tutti conoscono i cantucci (o cantuccini), <a href="http://www.turismo-toscana.biz/tag/dolci" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Post taggati con dolci">dolci</a> tipici toscani, in particolare di Prato. Questi <a href="http://www.turismo-toscana.biz/tag/biscotti" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Post taggati con biscotti">biscotti</a> secchi alle mandorle, dalla forma allungata che deriva da un taglio diagonale di un &#8220;biscottone&#8221; più grosso, sono menzionati dal 1691 nel dizionario dell&#8217;Accademia della Crusca con questa definizione: &#8220;<em>biscotto a fette, di fior di farina, con zucchero e chiara d&#8217;uovo</em>&#8220;.<br />
A quell&#8217;epoca i cantucci più famosi erano prodotti a Pisa ma nacquero subito alcune varianti.</p>
<p>La ricetta classica di oggi si deve ad Antonio Mattei, pasticciere di Prato, del XIX secolo.Ancora oggi a Prato c&#8217;è la bottega di &#8220;Mattonella&#8221;, depositaria della tradizione dei cantucci.</p>
<p><strong>Ingredienti per circa 50 biscotti: </strong></p>
<ul>
<li>250 gr di farina</li>
<li>150 gr di zucchero</li>
<li>1 pizzico di sale</li>
<li>2 uova</li>
<li>Scorza di 1 limone grattugiato</li>
<li>1 cucchiaino di lievito per dolci</li>
<li>250 gr mandorle non sbucciate intere</li>
<li>3 cucchiai di liquore a piacere tipo vin santo </li>
</ul>
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<p><strong>Preparazione:</strong></p>
<p>Mettere le mandorle nel forno e lasciarle tostare.<br />
Intanto, in una ciotola mettere la farina, lo zucchero, le uova, il sale, la scorza grattugiata del limone, il liquore, il lievito e mescolare fino ad ottenere un impasto omogeneo.<br />
Aggiungere le mandorle tostate e con l&#8217;impasto formare dei rotoli del diametro di 4 cm. Schiacciateli un pò tipo pagnotta, e disporli, ben distanziati tra loro su una teglia foderata con con carta da forno. Infornare per 25 minuti a 180°.</p>
<p>Quando saranno cotti, tagliare i rotoli ancora caldi, leggermente di sbieco, in fette di 1,5 cm circa.</p>
<p>Ora bisogna cuocere ancora i cantucci: disponeteli dal lato tagliato, e infornate per altri 5 minuti per lato. Quando i cantucci saranno belli dorati sfornate, lasciarli raffreddare e serviteli, anche caldi.</p>
<p>Si mantengono fragranti per parecchi giorni, se conservati in scatole di latta. Potete gustarli a colazione inzuppandoli nel latte o nel caffè, oppure nel vin santo, a merenda o per un dopocena tra amici.</p>

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		<title>Il marmo di Michelangelo</title>
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		<pubDate>Mon, 28 Jan 2013 18:16:22 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione GrantourItalia</dc:creator>
				<category><![CDATA[Conoscere la Toscana]]></category>
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		<description><![CDATA[&#8220;Perchè non parli?&#8221; Così diceva Michelangelo Buonarroti alle sue sculture realizzate da blocchi di marmo, accusandole di essere senza anima. La bravura dell&#8217;artista, unita allo splendore della pietra candida e brillante estratta dalle maestose Alpi Apuane, rendeva quasi vive quelle opere. Marmo di Carrara, cittadina legata al marmo già dal nome, che significa &#8220;pietra&#8221; (Kar), [...]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://www.turismo-toscana.biz/wp-content/uploads/marmo-michelangelo.jpg" alt="" title="Marmo di michelangelo" width="608" height="334" class="aligncenter size-full wp-image-1162" /></p>
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<p>&#8220;<em>Perchè non parli?</em>&#8221; Così diceva <strong><a href="http://www.turismo-toscana.biz/tag/michelangelo" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Post taggati con michelangelo">Michelangelo</a> Buonarroti</strong> alle sue sculture realizzate da blocchi di marmo, accusandole di essere senza anima. </p>
<p>La bravura dell&#8217;artista, unita allo splendore della pietra candida e brillante estratta dalle maestose Alpi Apuane, rendeva quasi vive quelle opere.<br />
Marmo di <strong>Carrara</strong>, cittadina legata al marmo già dal nome, che significa &#8220;pietra&#8221; (Kar), usato da millenni per decorare i palazzi e i monumenti di tutto il mondo. Già i romani sfruttavano questa roccia calcarea e pregiata, enormi blocchi di pietra venivano trasportati con la &#8220;lizzatura&#8221;, attraverso slitte e piste create appositamente, poi caricati su grosse navi che partivano dal poto di Luni per raggiungere Roma, dove venivano utilizzati per sculture e architetture visibili ancora oggi.</p>
<p>Nel tempo le tecniche di estrazione e di trasporto si sono modernizzate e perfezionate sviluppando una produzione su larga scala, ma in alcune zone della Versilia ci sono ancora laboratori che lavorano il marmo secondo le antiche tecniche artigianali.</p>
<p>A Carrara, presso il Museo Civico del Marmo, si può ammirare la più ricca raccolta italiana di marmi, graniti e pietre ornamentali che comprende minerali estratti nel nord Italia, ma anche travertini, pietre ornamentali e graniti di altra provenienza.</p>
<p>Se invece si desidera visitare un vero e proprio museo del marmo all&#8217;aperto, bisogna visitare le Cave di <strong>Fantiscritti</strong>, sempre nel comune di Carrara, un luogo immerso nel marmo bianco che lo rende magico, non per niente spesso è uno scenario suggestivo per eventi e spettacoli. Questo nome particolare deriva da un bassorilievo di epoca romana (III d.C.), scolpito su una parete di roccia, raffigurante tre divinità (&#8220;fanti&#8221;) con sotto una scritta in latino (&#8220;scritti&#8221;).</p>
<p>A Fantiscritti si trova un Museo delle cave e si svolgono visite guidate con un primo tratto in pulmino e il resto a piedi, attraverso un percorso prestabilito (agibile anche ai disabili) dove potrete conoscere la cultura dei cavatori, ammirare sculture di marmo a grandezza naturale, apprendere i sistemi di escavazione degli antichi romani e vedere i macchinari e gli strumenti originali che venivano utilizzati, verrà illustrato come avviene il metodo di taglio e l&#8217;estrazione in un ambiente suggestivo, un paesaggio quasi lunare che viene chiamato per i suoi ambienti ampi e candidi &#8220;CATTEDRALE DI MARMO&#8221;. </p>
<p>Nel museo c&#8217;è anche la riproduzione di una tipica casa dei cavatori e la fucina del Magnan, il fabbro che temprava i ferri dei cavatori. È presente una stazione ferroviaria costruita per la linea della Ferrovia Marmifera Privata di Carrara.</p>

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		<title>Museo Archeologico Nazionale di Firenze</title>
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		<pubDate>Wed, 23 Jan 2013 12:24:12 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione GrantourItalia</dc:creator>
				<category><![CDATA[Arte e Cultura]]></category>
		<category><![CDATA[Musei]]></category>
		<category><![CDATA[firenze]]></category>

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		<description><![CDATA[Il Museo Archeologico Nazionale di Firenze è uno dei più antichi in Italia: fu inaugurato dal re Vittorio Emanuele II nel 1870 nel Monastero di Foligno con le collezioni del &#8220;Museo Etrusco&#8221;, che comprendeva reperti greco romani delle collezioni medicee e lorenesi. Nel 1880 il Museo Archeologico fu trasferito nella sede attuale del Palazzo della [...]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://www.turismo-toscana.biz/wp-content/uploads/museo-archeologico-firenze.jpg" alt="" title="museo-archeologico-firenze" width="350" height="338" class="alignleft size-full wp-image-1151" />Il <strong>Museo Archeologico Nazionale</strong> di <a href="http://www.turismo-toscana.biz/tag/firenze" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Post taggati con firenze">Firenze</a> è uno dei più antichi in Italia: fu inaugurato dal re <strong>Vittorio Emanuele II</strong> nel 1870 nel Monastero di Foligno con le collezioni del &#8220;Museo Etrusco&#8221;, che comprendeva reperti greco romani delle collezioni medicee e lorenesi.</p>
<div style="float: left; margin: -16px 5px 5px 0;">
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<p>Nel 1880 il <strong>Museo Archeologico</strong> fu trasferito nella sede attuale del Palazzo della Crocetta, edificato nel 1619-20 da G. Parigi come residenza di Maria Maddalena, sorella del Granduca Cosimo II de&#8217; Medici. Il palazzo era collegato alla chiesa della SS. Annunziata attraverso un corridoio, per permettere alla principessa, che era &#8220;malcomposta di membra&#8221;, di assistere alle cerimonie religiose senza che nessuno potesse vederla.</p>
<p>Nel 1897 fu inaugurata la sezione del <strong>Museo Topografico</strong>, con diciassette sale in cui erano esposti i reperti etruschi rinvenuti durante gli scavi condotti nel territorio dell&#8217;antica Etruria; nel 1902 fu aperto al pubblico anche il giardino, dove furono ricostruite con i materiali originali alcune tombe monumentali etrusche.<br />
Nel tempo, le sale del museo topografico divennero 52, e nel 1942 fu acquistata parte del Palazzo degli Innocenti, dove fu realizzato il nuovo ingresso dalla piazza SS. Annunziata.<br />
L&#8217;alluvione del 1966 ha completamente distrutto il <strong>Museo Topografico</strong> e ancora oggi più di centomila oggetti di straordinario valore sono rimasti depositati nei magazzini per mancanza di adeguati spazi espositivi, e vengono esposti al pubblico solo in occasione di mostre temporanee. </p>
<p>Oggi nel museo sono visitabili solo le antiche collezioni: al primo piano si trova la sezione della plastica etrusca, alcuni capolavori della scultura funeraria chiusina in pietra fetida, e le grandi statue in bronzo della Chimera e dell&#8217;Arringatore.</p>
<p>Al secondo piano si trova la collezione della ceramica attica figurata, alcuni bronzi greci, romani e rinascimentali, tra cui il Torso di Livorno, la testa di cavallo Medici Riccardi e l&#8217;Idolino di Pesaro, e due kouroi greci arcaici in marmo.  </p>
<p>Nel corridoio mediceo è situata parte della sezione glittica, i cammei romani e rinascimentali, le oreficerie delle collezioni Granducali.<br />
Nel giardino pubblico è stata allestita la ricostruzione della Tomba Inghirami di <a href="http://www.turismo-toscana.biz/tag/volterra" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Post taggati con volterra">Volterra</a>.</p>
<p>Nella sezione del <strong>Museo Egizio</strong> sono esposte in nove sale collezioni che contano oltre quattordicimila reperti, che vanno dalla preistoria all&#8217;epoca copta, con importanti raccolte di stele, vasi, ushabti, amuleti e bronzetti. </p>
<p>Tra gli oggetti più interessanti si segnalano alcune statue dell&#8217;epoca di Amenofis III, un carro da guerra della XVIII dinastia, un pilastro della tomba di Seti I, un calice di fayence a bocca quadrata, il corredo della nutrice della figlia del faraone Taharqa, un ritratto di donna del Fayum, la collezione di stoffe dell&#8217;epoca copta, nonché un&#8217;importante raccolta di calchi in gesso della fine dell&#8217;ottocento. </p>
<p>Inoltre, è in corso la ristrutturazione della parte del Palazzo degli Innocenti acquisita dal Minto, che diventerà sede espositiva, e la progettazione del nuovo allestimento del museo. </p>
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</div>
<p><strong>Museo Archeologico Nazionale<br />
Piazza Santissima Annunziata n. 9b<br />
50121 Firenze<br />
Coordinate: 43.7764,11.263299<br />
</strong></p>
<p><strong>Orario:</strong><br />
Tutti i giorni, da Lunedì a Domenica: 8,30 &#8211; 14,00<br />
Martedì-Mercoledì-Giovedì-Venerdì: 8,30 &#8211; 19,00</p>
<p><strong>Biglietto: </strong>intero: € 4,00 &#8211; ridotto: € 2,00 (per i cittadini della Comunità Europea di età compresa tra i 18 e i 25 anni e per gli insegnanti di ruolo nelle scuole statali, dietro presentazione di documento attestante).<br />
Oltre i 65 anni e sotto i 18 anni, per i cittadini della Comunità Europea, l&#8217;entrata è gratis</p>
<p>Prenotazioni e Informazioni: &#8220;Firenze Musei&#8221; &#8211; Tel. 055/294883</p>

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		<title>Sulla spiaggia e al di là del molo: Viareggio in un libro</title>
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		<pubDate>Fri, 18 Jan 2013 12:10:51 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione GrantourItalia</dc:creator>
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		<description><![CDATA[&#8220;Il mio desiderio è ricordare una Viareggio scomparsa a coloro che oggi hanno il sorriso della gioventù”. Tanti racconti formano questo romanzo in cui protagonista assoluta è la città di Viareggio, con la sua terra, il suo sole e i suoi abitanti, i marinai e i pescatori con le loro storie spesso tristi e travagliate, [...]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://www.turismo-toscana.biz/wp-content/uploads/libro-sulla-spiaggia.jpg" alt="" title="libro-sulla-spiaggia" width="300" height="465" class="alignleft size-full wp-image-1144" />&#8220;<em>Il mio desiderio è ricordare una <a href="http://www.turismo-toscana.biz/tag/viareggio" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Post taggati con Viareggio">Viareggio</a> scomparsa a coloro che oggi hanno il sorriso della gioventù</em>”. </p>
<p>Tanti racconti formano questo romanzo in cui protagonista assoluta è la città di Viareggio, con la sua terra, il suo sole e i suoi abitanti, i marinai e i pescatori con le loro storie spesso tristi e travagliate, le donne che li aspettavano sul molo e i bambini che giocavano nelle piazze&#8230; </p>
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<p>L&#8217;autore, Mario Tobino, vuole così raccontare ai giovani la Viareggio di una volta, la sua storia e i suoi personaggi con i loro segreti, i ricordi e l&#8217;amore incondizionato per la loro città.<br />
&#8220;<em>Successe dunque che tornai dalla guerra e cominciai a sognare di scrivere un libro sul mio paese, narrare se possibile la gloria marinara dei viareggini, naviganti e costruttori di barche</em>&#8220;.<br />
E Tobino è riuscito nell&#8217;intento, scrivendo un libro che è una collezione di storie di un popolo di mare, fiero, forte, abituato ai venti e ai periodi di magra, che parte con i bastimenti diretti a Barcellona, Valencia, Cadice, Saint Tropez, ma che poi torna sempre a casa, nella loro Viareggio. Perchè chi parte da qui ritorna sempre.<br />
Dal libro è stato anche tratto un film, con lo stesso titolo, per la regia di Giovanni Fago, presentato a Berlino nella sezione Panorama 2000. </p>
<p>&#8220;<em>Un giorno ci venne anche mio padre; il luogo gli parve allegro di libertà e futuro. Si trasferì a Viareggio e ci rimase tutta la vita</em>&#8220;.</p>
<p><strong>Sulla spiaggia e di là del molo</strong>, Mario Tobino &#8211; Mondadori</p>

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