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Parco Nazionale Appennino Tosco-Emiliano

Il , come si evince dal nome, si estende a cavallo tra Emilia-Romagna e Toscana, lungo la dorsale dell’Appennino Tosco-Emiliano, per una superficie complessiva di 22.300 ettari. Nato dalla fusione di alcune aree protette già esistenti (Parco del Gigante, Parco dei Cento Laghi, Parco dell’Orecchiella), è stato istituito nel 2001.
Il Parco è caratterizzato da una straordinaria ricchezza di ambienti naturali: praterie, brughiere a mirtillo, vette impervie, laghi, cascate, specchi d’acqua, pareti rocciose che si stagliano a picco sui torrenti;
Sulle quote più elevate si trovano aceri di monte, maggiociondoli alpini, sorbi degli uccellatori, faggi e piante di origine glaciale come l’erica baccinifera, il salice erbaceo, la crotonella alpina. Scendendo verso le valli, si incontrano castagni, roverelle, cerri, faggeti boschi di abete bianco e abete rosso, tra cui l’abetina reale della Valle di Dolo, nell’Alto Appennino Reggiano, uno degli ambienti più belli del Parco.


Di notevole importanza sono le formazioni geologiche, originatesi dal Triassico superiore (circa 200.000 milioni di anni fa) al Miocene medio (17 milioni di anni fa) che hanno lasciato, sui monti e nelle vallate del parco, gessi del Triassico, ofioliti del Giurassico, torbiditi del Cretaceo, arenarie, calcari grigi e quelli nodulari ammonnitici del Giurassico. Tracce dell’ultima glaciazione si individuano nei circhi glaciali e nei cordoni morenici ai confini delle antiche coltri di ghiaccio, oggi sostituite da torbiere o pianori paludosi.

Per quanto riguarda la fauna, l’Area protetta ha visto la reintroduzione di caprioli e cervi, che hanno favorito la ricomparsa del lupo. Diffuso anche il cinghiale e il muflone, introdotto con successo una trentina d’anni fa. I boschi sono popolati anche da volpi, la puzzole, la faine e donnole.
Gli uccelli sono molto diffusi, con varie specie nidificanti sedentarie e migratrici. Presenti rapaci, ciconiformi, colombacci e tordi.
Dal punto di vista turistico, il Parco offre eccellenti strutture per le attività sportive e il relax, per vacanze anche ad alta quota. I turisti potranno visitare, per esempio, Giuncugnano, nel versante toscano, San Romano, su cui domina l’imponente Fortezza delle Verrucole, e Villa Collemandina, con l’Orto Botanico della Pania del Corfino.
Le Riserve Naturali dell’Orecchiella, della Lamarossa e della Pania del Corfino possiedono strutture didattiche e ricettive come il Centro Didattico-Residenziale “Gaia”, il Museo Naturalistico del Centro Visitatori, la Casa dei Rapaci, il Giardino dei Fiori di mOntagna e aree faunistiche dove si possono osservare orsi, caprioli, mufloni e galli forcelli.

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